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Gli operatori perdono il controllo dei contenuti

24 March 2008

Di Fabio Viola 

Con la diversificazione dell’offerta, gli operatori di telefonia mobile stanno perdendo il controllo totale dei contenuti. Se fino a qualche anno fa l’accesso al deck wap della telcom era la forma canonica di accesso al mondo mobile content, nell’ultimo periodo abbiamo assistito al proliferare di nuovi player: manifatture, wasp, ip owner che offrono da soli i propri servizi e così via senza dimenticare il fai da te degli smanettoni.

Un recente sondaggio di ABI RESEARCH ha dimostrato che cil 14% degli intervistati utilizzano i mobile video pescati al 35% da YouTube mobile, al 31% dal proprio operatore ed al 28% dai video embedded al proprio telefonino. Per la musica gli utenti sembrano preferire il fai da te (48%), caricandosi direttamente le tracce tramite il PC (quindi musica rippada da CD o scaricata direttamente dalla rete), mentre il 35% acquista dall’operatore. Per quel che concerne i giochi, 6 intervistati su 10 sembrano preferire i giochi precaricati all’interno del telefonino.

Quello del controllo dei contenuti è un tema dibattuto da tempo e che ormai ha preso una strada difficilmente abbandonabile. Modelli come quello Apple col suo it-tunes store (ovvero la possibilità di acquistare via web per poi caricare sul proprio device), la continua esternalizzazione di segmenti VAS negli operatori, l’arrembaggio delle manifatture verso il mercato VAS (vedi Nokia con nuovo modello N-Gage ed Ovi) e le politiche sempre più aggressive dei WASP permetteranno una maggiore possibilità di scelta all’utente attento, ma porteranno rischi per i newbye rendendo più complesso, e magari qualche volta, traumatico, la prima esperienza di download


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