Archivio April 2008
Digital Chocolate si apre al PC
29 April 2008
Di Fabio Viola
Nel panorama mobile gaming mondiale Digital Chocolate ha goduto inizialmente di grandissimo credito:CEO visionario e carismatico come Trip Hawkins (uno dei cofondatori originari di Electronic Arts), politica dei giochi ip owner (ovvero tutti concept sfornati internamente e nessum brand) ed innovazione tecnologica (vedi il social network dei titoli CAFE).
Un altro developer abbraccia Facebook
28 April 2008
Di Fabio Viola
Ho spesso parlato dei publishers che strizzano l’occhio al mondo del social network. Sono nate società specializzate in questo segmento come PlayFish di Segerstrale così come tanti publishers mobile (Com2us, I-Play, Digital Chocolate, Gameloft e Vivendi a memoria personale) hanno iniziato a realizzare conversioni per Facebook nell’ottica di promuovere i loro titoli. Oggi si aggiunge lo sviluppatore inglese Distinctive Developments che ha immesso ieri sulla piattaforma americana il gioco di biliardo Anytime Pool. Non trattandosi di un gioco già presente su cellulare sorge il dubbio che sia una mossa promozionale volta a creare hype intorno ad una futura omonima uscita.
Classifica O2 UK 25 Aprile
28 April 2008
Un nuovo appuntamento fisso con la classifica dell’operatore inglese O2. I dati si riferiscono alla settimana conclusasi il 25 Aprile:
1) Moopoly Here & Now (EA)
2) Bejewelled (EA)
3) Sonic The HedgeHog 2: Dash (GLU)
4) Brain Challenge (Gameloft)
5) Casino 12 Pack (Digital Chocolate)
6) Deal or no Deal (Gameloft)
7) 2-4-1 Sega Game Pack (Glu)
8 Tetris Mania (EA)
9) Tetris (EA)
10) Midnight Pool (Gameloft)
Il primo quarto 2008 di Gameloft
25 April 2008
Di Fabio Viola
Iniziano ad affluire i primi dati relativi agli andamenti delle società mobile gaming nel periodo Gennaio-Aprile 2008. A fare da apripista è il publisher francese Gameloft che dichiara un fatturato pari a 25.3 milioni di euro con un incremento su base annua dell’11%.
Una voce interessante riguarda il 6% di guadagni derivanti da attività extra mobile, intendendo le nuove piattaforme su cui Gameloft sta rilasciando i suoi prodotti originariamente concepiti per cellulare. Xbox Live e Nintendo DS sono già due realtà concrete, mentre all’orizzonte si profilano guadagni dal WiiWare (la piattaforma online di Nintendo), N-Gage, IPhone/ipod. Questa è una strategia già imbracciata da altri colossi (vedi Electronic Arts piuttosto che in piccolo da HandyGames che sta rilasciando conversioni per DS) per fare da contraltare alla scarsa crescita che il mobile gaming sta riscontrando in alcune nazioni. Studiando la divisione grografica, il 44% delle revenue arrivano dall’Europa, il 29% dal Nord America e il restante 28% dagli altri territori.
Non ci resta che attendere metà Maggio per raffrontarli ai dati EA Mobile e GLU!
Tim Harrison vede bene gli USG
25 April 2008
Di Fabio Viola
Devo ammettere che Tim Harrison ha rappresentato per i miei albori nel settore mobile gaming un punto di riferimento. Da capo dei giochi per Vodafone Global (l’entità che selezionava i giochi che poi le singole nazioni Vodafone avrebbero caricato sulla propria piattaforma) rappresentava una delle poche persone competenti in materia e per di più con la voglia di esporsi additando pubblicamente i giochi che risultavano essere di scarsa qualità o appeal. Mi ricordo ancora una forte polemica verso Il Signore degli Anelli, edito all’epoca da Jamdat, al quale fu negata la pubblicazione su tutta Vodafone a causa della discrasia tra la qualità del libro/pellicola e il prodotto videoludico.
I dati della stagnazione
25 April 2008
Una recente indagine rilasciata dalla Multimedia Research Consultancy mi è apparsa alquanto incalzante per descrivere graficamente, meglio di mille parole, lo status dell’industria mobile gaming mondiale. Osservando il disegno si possono notare due tendenze contrastanti tra loro; da una parte le linee blu indicano un sempre maggiore numero di aziende al momento attive nel settore (sebbene il 2007 abbia fatto riscontrare una % di crescita molto minore rispetto al passato), dall’altro lato le linee rosse mostrano un forte decremento, arrivato dopo il boom del 2003, delle start up di settore fino ad arrivare alle sole 78 nuove aziende aperte globalmente nel 2007.
Aziende mobile gaming in crisi
25 April 2008
Di Fabio Viola
I tempi dell’euforia sono svaniti ormai da un paio di anni, l’industria mobile gaming non sta confermando quegli impetuosi tassi di crescita che gli analisti prevedevano e continuano spesso a prevedire da qui al 2011. Gli ultimi segnali di affaticamento ci arrivano da due compagini ben note agli addetti al settore: Telcogames e Mobliss.
Telcogames: per anni ha coltivato il sogno di diventare uno dei principali aggregatori di mobile games nel mondo. Grazie ad una serie di contratti diretti con gli operatori mondiali, la società londinese sviluppava in prima persona (vi ricordo gli acquisti di team/piattaforme come Fathammer e Viva la Mobile) o acquisiva titoli da terze parti per poi offrirli in un unico catalogo all’operatore di turno. Ovviamente con gli anni questo business model si è rivelato non funzionante per tutta una serie di ragioni come la necessità, e il relativo costo, di avere brand alle spalle e la progressiva chiusura di contratti diretti publisher/operatore a favore di un business model più orientato verso l’aggregatore unico. Risultato di queste scelte è stato un passivo nel 2006 vicino al milione e mezzo di euro che ha condotto la società all’amministrazione controllata, primo passo verso un possibile fallimento.
Mobliss: meno conosciuta al pubblico europeo, questo sviluppatore americano è stato molto attivo nel nuovo continente tanto da arrivare a gestire brand importantissimi come Chi Vuol Esser Milionario, Il gioco dei Pacchi, Il prezzo è giusto e molte altre licenze tv/cinema. Purtroppo i continui cambi al vertice negli ultimi due anni ed alcune decisioni discutibili, ad esempio focalizzarsi 100% sul mobile gaming dismettendo piattaforme e servizi legati a sms/voting, stanno portando la compagnia a dimezzare il proprio organico e a discutere di possibili fusioni con Reaxion o addirittura la chiusura.
Asphalt supera i 10 milioni di download
25 April 2008
Di Fabio Viola
Continuano i botta e risposta tra Electronic Arts e Gameloft. Dopo le 9 milioni di copie totalizzate da The Sims, il simulatore di vita targato EA, ecco arrivare la risposta francese che dichiara di aver venduto 10 milioni di copie con il suo brand Asphalt. Si tratta di un racing game al momento disponibile in tre capitoli (Asphalt Urban GT, Asphalt Urban GT2 e Asphalt 3: Street Rules) che in Estate vedrà ampliarsi col quarto episodio.
Tra le dichiarazioni del Presidente Guillemot, emerge un altro dato interessante: circa 50 titoli hanno superato il milione di download nel mondo e l’aspettativa è vedere a breve qualche altro titolo sfondare la soglia dei 10 milioni.
Oberon Media si chiamerà I-Play
23 April 2008
Si completa la lunga fase di integrazione tra la società specializzata in casual gaming, Oberon Media, e la neocontrollata inglese I-Play. Il colosso americano ha deciso di convertire il proprio brand in I-Play così come il sito ufficiale corporate sarà www.i-play.com. Come già ampiamente discusso in post passati, la neonata società (frutto delle acquisizioni di I-Play e PixelPlay) vuole imporsi nel mercato casual gaming cross platform, ovvero un unico gioco usufruibile da web, online e tv.
Nessun modello adv per i giochi Vodafone
22 April 2008
Di Fabio Viola
In una intervista rilasciata da Mike Eaton, Capo dei contenuti per Vodafone UK, al magazine online Moconews, vi è un passaggio interessante sul tema dei contenuti free in cambio di advertising. Risponendo alla domanda se il futuro possa essere rappresentato da questa tipologia di business model, il manager inglese ha risposto: “Al momento stiamo portando avanti alcuni trial su prodotti video e sicuramente in futuro ci sarà sempre più spazio per questa modalità. Ma siamo convinti che debbano esistere dei contenuti premium ed in quanto tali essere tariffati all’utente. Proprio i giochi sono destinati a perseguire il modello attuale in quanto l’advertising non sarebbe in grado di ricoprire il costo del prodotto”.
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