Aziende mobile gaming in crisi
25 April 2008
Di Fabio Viola
I tempi dell’euforia sono svaniti ormai da un paio di anni, l’industria mobile gaming non sta confermando quegli impetuosi tassi di crescita che gli analisti prevedevano e continuano spesso a prevedire da qui al 2011. Gli ultimi segnali di affaticamento ci arrivano da due compagini ben note agli addetti al settore: Telcogames e Mobliss.
Telcogames: per anni ha coltivato il sogno di diventare uno dei principali aggregatori di mobile games nel mondo. Grazie ad una serie di contratti diretti con gli operatori mondiali, la società londinese sviluppava in prima persona (vi ricordo gli acquisti di team/piattaforme come Fathammer e Viva la Mobile) o acquisiva titoli da terze parti per poi offrirli in un unico catalogo all’operatore di turno. Ovviamente con gli anni questo business model si è rivelato non funzionante per tutta una serie di ragioni come la necessità, e il relativo costo, di avere brand alle spalle e la progressiva chiusura di contratti diretti publisher/operatore a favore di un business model più orientato verso l’aggregatore unico. Risultato di queste scelte è stato un passivo nel 2006 vicino al milione e mezzo di euro che ha condotto la società all’amministrazione controllata, primo passo verso un possibile fallimento.
Mobliss: meno conosciuta al pubblico europeo, questo sviluppatore americano è stato molto attivo nel nuovo continente tanto da arrivare a gestire brand importantissimi come Chi Vuol Esser Milionario, Il gioco dei Pacchi, Il prezzo è giusto e molte altre licenze tv/cinema. Purtroppo i continui cambi al vertice negli ultimi due anni ed alcune decisioni discutibili, ad esempio focalizzarsi 100% sul mobile gaming dismettendo piattaforme e servizi legati a sms/voting, stanno portando la compagnia a dimezzare il proprio organico e a discutere di possibili fusioni con Reaxion o addirittura la chiusura.
