Tim Harrison vede bene gli USG
25 April 2008
Di Fabio Viola
Devo ammettere che Tim Harrison ha rappresentato per i miei albori nel settore mobile gaming un punto di riferimento. Da capo dei giochi per Vodafone Global (l’entità che selezionava i giochi che poi le singole nazioni Vodafone avrebbero caricato sulla propria piattaforma) rappresentava una delle poche persone competenti in materia e per di più con la voglia di esporsi additando pubblicamente i giochi che risultavano essere di scarsa qualità o appeal. Mi ricordo ancora una forte polemica verso Il Signore degli Anelli, edito all’epoca da Jamdat, al quale fu negata la pubblicazione su tutta Vodafone a causa della discrasia tra la qualità del libro/pellicola e il prodotto videoludico.
Fatta questa lunga, ma doverosa premessa, parliamo dell’attuale Tim Harrison nelle vesti di capo del marketing europeo in EA Mobile. Nonostante la sua figura sia meno esposta, recentemente ha parlato di come si aspetta il futuro del gaming su cellulare. Per lui una via giusta da percorrere, anche a costo di sacrifici, è quella dell’online gaming. Sostanzialmente i giochi java includeranno sempre più specifiche caratteristiche online così da avviare i giocatori verso quel mondo console/pc che già utilizza molto e spesso tale features. A titolo di esempio cita Boom Blox di Spieldberg e Spore, entrambi dotati di elementi User Generated Content (USG) che permettono all’utente di creare il proprio livello piuttosto che condividere con altri la propria creatura sacrificando pochissimi kb in traffico. Proprio questo è sempre stato l’anello debole verso questo mondo (al contrario di quanto avvenuto in USA) poichè la scarsa limpidezza nelle tariffe di connessione degli operatori ha sempre scoraggiato l’utente dal provare la connessione. La speranza arriva dal sempre maggior utilizzo delle chiavette UMTS per la connessia via mobile del proprio portatile, strumento che sta fidelizzando ed educando la customer base al collegamento senza i traumi che in passato spesso hanno segnato le prepagate di tutti noi.
