I giochi mobile godono di nuova vita
21 November 2009
Era il 2002 quando mi affacciai, nelle vesti di giornalista ed editore, al mercato dei mobile games. All’epoca lo standard tecnologico era il J2ME, il canale distributivo erano gli operatori di telefonia mobile, il 99% dei giochi erano standalone e si scaricavano con connessione 2G. Ad oggi il panorama non è sostanzialmente cambiato, se si eccettua la lenta introduzione del 3G su scala occidentale (in Italia la penetrazione è relativamente alta grazie al forte impatto di H3G). I numeri dei device j2me enabled è impressionante, solo in Occidente è possibile ipotizzare 1 miliardo di unità, purtroppo solo 50 milioni sono gli utenti che attivamente scaricano java games sul proprio telefonino con una spesa media sui 20 dollari annui. Il fattutato totale di 1 miliardo viene solitamente distribuito al 50% verso l’operatore, un 20% all’aggregatore che gestisce il portale ed il restante 30% a chi ha creato il prodotto. Quindi è lecito ritenere che in Occidente circa 300/400 milioni di euro sia finiti realmente nelle mani dei produttori nel 2008. Andando a spalmare questa cifra sul numero di telefonini potenziali, significa che in media ciascun possessore ha speso 30/40 centesimi di dollaro nei giochi java…
Sempre a partire dal 2008 abbiamo assistito alla nascita di un gaming 2.0 caratterizzato da: touchscreen, connettività 3G/WI, application stores. Prendendo in considerazione l’App Store (Android e BlackBerry World sono in crescita ma ancora modesti per numeri complessivi legati al gaming), ad oggi vanta 50 milioni di utenti ed un fatturato sui 200 milioni di dollari per la categoria GIOCHI. Considerando che Apple retrocede il 70%, significa che i publisher intascano circa 130 milioni di euro quest’anno. Quindi circa 130 milioni di euro spalmati su 50 milioni di devices, fanno oltre 2 dollari per ciascun utente in media.
Le previsioni sono sicuramente rosee per il mercato occidentale, le analisi parlano di un fatturato che aumenterà del 400% nei prossimi 4 anni grazie alla progressiva sostituzione del vecchio terminali con nuovi device compatibili con uno degli App Store ormai embedded.
