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I videogiochi come strumento per imparare

27 November 2009

Nei giorni scorsi sono rientrato virtualmente in contatto con alcuni importanti esponenti del mondo gaming digitale che avevo perso di vista nell’ultimo anno. Dopo aver fondato e diretto Vivendi Mobile Games (parte della multinazionale Vivendi) ora si ritrovano a lanciare una nuova start up denominata English Attack.

Questa notizia è ovviamente un ottimo spunto per riflettere sulle potenzialità del gaming 2.0 come strumento di didattica ed apprendimento.  Il punto di partenza è l’ingresso dei videogiochi nella vita e nel linguaggio quotidiano, sancito dai $55 miliardi di fatturato ogni anno. A fronte di un mercato tradizionale  Console/PC caratterizzato da un target maschile duro e puro, le nuove piattaforme social networks e mobile stores hanno ampliato enormemente e diversificato il bacino di utenza.

Nella presentazione inserita su SlideShare, si individuano 7 caratteristiche del nostro cervello che trovano poi una corrispondenza in alcuni videogiochi:

- Il significato è più importante dell’informazione: prodotti legati al raggiungimento di un obiettivo o con un feedback istantaneo permettono di cogliere il senso del gioco non soffermandosi sul dettaglio singolo.

- L’emozione è la porta d’accesso all’apprendimento: alcuni giochi agevolano l’identificazione col proprio personaggio aiutati da una cornice grafica e sonora immersiva.

- L’intelligenza è una funzione dell’esperienza: giochi strategici e manageriali ne sono l’esempio

- Il cervello è sociale: World of Warcraft e The Sims Online dimostrano da anni come sia forte la spinta a confrontarsi/socializzare anche nei videogiochi

- L’apprendimento è stimolato positivamente  dall sfida e negativamente dallo stress: Word Challege su Facebook genera sfida attraverso il confronto con i propri amici

- Più si viene stimolati e più si affina la memoria a lungo termine: Tetris è l’esempio di un gioco che favorisce la costruzione di uno schema mentale che si ripeterà partita dopo partita

- Il movimento è chiuso nella lezione imparata: il Wii col suo controller o il futuro Project Nadal evolve questo concetto di apprendimento statico

Lo scopo di English Attack sarà quello di aiutare l’insegnamento ed apprendimento mettendo a disposizione prodotti e piattaforme concepite ad hoc per l’obiettivo. Quindi non più software riadattati, ma uno studio professionale fatto in tandem tra educatori ed esperti di gaming per fornire una soluzione. Non solo si vuole agevolare l’apprendimento ma anche la qualità e l’interazione tra gli “studenti”.

Un commento to “I videogiochi come strumento per imparare”

  1. Mobcontent.it » Blog Archive » Una e-learning console Says:

    [...] e-learning basata sull’utilizzo dei videogiochi come strumenti massivi di apprendimento in un post sulla start up English Attack. Non solo l’apprendimento della lingua inglese può [...]


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