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Sfornare originalità e killer applications

30 November 2009

Ho sempre sostenuto che il gaming 2.0 trovasse una delle sue ragioni d’essere nella possibilità di innovare e sfruttare in modo originale le caratteristiche tecniche delle nuove piattaforme. Se da un lato troviamo prodotti irripetibili su altri media, ad esempio Friends for Sale su Facebook o Ocarina su iPhone, stiamo assistendo alla proliferazione di cloni di ogni tipo. Vecchi successi retrogaming, board games, conversione di titoli poù o meno recenti apparsi nel mondo console ed in generale qualsiasi brand vagamento noto è stato traslato più o meno ufficialmente. La possibilità di sviluppare titoli con modesti budget sia in ambito mobile app store che social networks dovrebbe offrire l’occasione ai talentuosi di create concept ex novo o, quantomeno, rielaborare concept di altre piattaforme e calarle all’interno di meccanismi di viralità e monetizzazione propri del media 2.0.

Un esempio emblematico di questa mancanza di innovazione è il publisher americano Playmesh, specializzato in giochi su iPhone. Innanzitutto premetto che il CEO è un ragazzo di soli 23 anni e la società è diventata famosa per la velocità e abilità nel clonare famosi giochi Facebook traslandolo sul cellulare Apple. Inizialmente fu iMafia, ora il successo si chiama iFarm, simulatore di vita agreste che fa il verso a FarmVille, forte di oltre 64 milioni di utenti mensili su Facebook. iFarm sta viaggiando bene, oltre 1 milione sono stati i downlaods gratuiti nei primi dieci giorni e questa strategia porterà sicuramente questa start up (un totale di 5 impiegati, di cui 4 sono soci) a essere acquisita in breve tempo, magari dalle stesse società che si sono viste clonare i prodotti.

In totale i 24 titoli rilasciati da Playmesh sono stati scaricati oltre 10 milione di volte e gli utenti sono oltre 5 milioni con un ARPU pari a 0.5/1 dollaro. I ricavi arrivano da un mix già visto sui social networks, ovvero advertising (alcune applicazioni raggiungono 1 dollaro per CPM attraverso il circuito Greystripe) e microtransazioni, queste ultime particolarmente efficaci in prodotti come iMafia o iFarm.

Ovviamente parlare di innovazione è facile, io stesso nel gestire alcuni prodotti di DigitalFun ho optato per concept ormai collaudati per adattarli alle necessità della nuova piattaforma (Explosion! che è arrivato al 1° posto nella chart italiana riutilizzava il classico concept dell’impiccato in chiave moderna), ma la speranza che ci siano forme di intelligenza superiore la fuori è viva in me.

Chi volesse leggere la storia dei creatori di Friends for Sale può leggere il bel pezzo su VentureBeat.


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