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Apple perde 450 milioni per la pirateria

14 January 2010

Anche negli ecosistemi App Store si ripresenta il tradizionale problema della pirateria. Sia che si tratti di prodotti fisici sia di applicazioni digitali, c’è un forte tasso di utenti che non acquista ufficialmente i prodotti preferendo rifocillarsi presso canali alternativi, in questo caso tramite la pratica del jailbroken ovvero telefonini modificati in modo tale da far girare applicazioni scaricate dal web.

Secondo una interessante analisi del Wall Street Journal sarebbero già $450 milioni, i mancati introiti sull’App Store di Apple derivanti da tale deprecabile pratica.  Il fenomeno sembra essere increscita, anche grazie alla sempre maggiore facilità con la quale gli iphone possono essere ”sbloccati” senza doversi affidare a esperti esterni dietro compenso. Secondo le dichiarazioni del responsabile di Cidya, una specie di App Store parallelo che gira sui telefoni jailbroken, il suo sito ha ricevuto ad Agosto 2009 circa 4 milioni di visitatori unici, ovvero il 10% dell’intera customer base dell’epoca. Queste considerazioni ed altre ancora portano a ritenere che 10% sia ad oggi il tasso di terminali sbloccati, per un totale di 7.5 milioni.In onor del vero bisogna dire che solo il 40% di questi device sbloccati sembrerebbe utilizzare software pirata, secondo le analisi di Pinch Media. Molti possessori si limitano a sbloccare il telefono per cambiare operatore e per compiere alcune operazioni di personalizzazione altrimenti impossibili.

A fronte di queste analisi che parlano di un 10%, fisiologico in ogni piattaforma, molti sviluppatori hanno rilasciato negli scorsi mesi annunci ben più preoccupanti. Il gioco Tap Fu ha avuto un tasso di pirateria del 90%, essendo disponibile sul mercato nero 40 minuti dopo il suo rilascio sullo store. Lo sviluppatore di iCombat Game ha parlato di un 75% di download pirata. Ancora i tedeschi di Fishlabs parla addirittura di un 95% per il suo Rally Master Pro 3D. Un dato sicuro è che il tasso di pirateria è proporzionale all’appeal ed al pricing del prodotto, tanto è vero che il navigatore Tom Tom USA/Canada che costa 79 dollari risulta al secondo posto nella categoria download dispositivi mobili sul sito piratebay.com, noto paradiso del software pirata.

Ovviamente Apple e gli sviluppatori dovrebbero lavorare più alacremente per rendere più complesso ed infruttuoso l’atto della pirateria, da un lato introducendo barriere tecnologiche per il jailbroken e dall’altro implementando sistemi antypiracy nei giochi che sostanzialmente inficiano la giocabilità del prodotto finito laddove questo non sia stato acquistato.

Una strada è gà stata indirettamente indicata da Apple, ovvero uno spostamento verso il modello freemium basato su microntransazioni. Rilasciando il prodotto gratuitamente e monetizzandolo mediante l’acquisto di virtual goods, potenzialmenti, energie e quant’altro tramite in-app purchase si bypassa il problema divenendo impossibile la pirateria.

Nell’articolo si ricavano inoltre un paio di statistiche interessanti:

- Attualmente 75 milioni sono gli iPhone ed iPod Touch in uso a livello mondiale

- Sappiamo che Apple ha dichiarato il superamento dei 3 miliardi di download, l’analista Toni Sacconaghi stima che tra il 13 ed il 21% siano paid application acquistate ad un prezzo medio di 3 dollari con un fatturato generato tra i 60 ed i 110 milioni di dollari a quarto. Quindi nel 2009, sebbene con una progressione crescente nel tempo, il totale fatturato potrebbe andare intorno ai 300 milioni di dollari.

Un commento to “Apple perde 450 milioni per la pirateria”

  1. Mobcontent.it » Blog Archive » Monetizzare le copie pirata? Says:

    [...] ed anche l’ecosistema App Store non è esente, tanto da ipotizzare perdite vicine ai 450 milioni di dollari nel 2009. Partendo dal presupposto che la pirateria è di difficile sconfitta (si è provato con iPhone 3Gs [...]


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