La truffa degli sms game
19 January 2010
Stamane durante la consueta ricognizione dei miei siti di riferimenti esteri, noto dapprima un articolo su PocketGamer.biz e poi la fonte originale su Tehcrunch.com. Il soggetto è una start up americana, Snackable, impegnata nel business dei giochi via sms, terreno così florido che l’ha portata dai 30 milioni di dollari fatturati nel 2007 ai 170 del 2009. Viste le premesse, decido di approfondire il tema anche in considerazione del mio rapporto con i text based game avendo gestito per un paio di anni il catalogo Wind ed avendo io stesso supportato il lancio di un sms game interno, Ancient Legion nel 2008 se non erro.
Riassumo quanto scritto negli articoli dei colleghi americani ed inglesi. Snackable ha all’attivo una serie di prodotti sms molto più vicini alle logiche del voting che al gaming. Il loro “bestseller” è Predicto, servizio dove vengono lanciati sondaggi sui fatti del momento e l’utente deve rispondere via sms scegliendo solitamente SI o NO. Queste semplici applicazioni si basano su abbonamenti mensili da 9.99 dollari e non sul pay per play. Inoltre l’appeal per il consumatore finale arriva dalla promessa di ricchi premi estratti a sorte tra coloro che inviano gli sms, si parla anche di assegni da 50.000 dollari.
Il business model ed i premi mi hanno subito fatto scattare il campanello d’allarme. Dal 2002, anno in cui ha preso piede la moda dei servizi mobile in abbonamento, non c’è mai stato un caso limpido di servizi scelti coscenziosamente dall’utente. Inoltre offrire premi costanti mi suonava strano, pur non conoscendo la legislazione americana, in quanto mi sembra rientrante nei regolamenti delle lotterie.
Il web come sempre offre risposte e mi imbatto casualmente in questo link. Numerosi utenti del servizio affermano di essersi ritrovati sottoscritti a Predicto a loro insaputa, in quanto la società inviava sms non richiesti ingolosendo gli utenti con la promessa di premi. Bastava rispondere YES e ci si ritrovava un addebito di quasi 7 euro al mese dal quale è difficile uscire. Scoperta la truffa molti utenti contattano il numero di assistenza e dopo mesi si ritrovano ancora billati per un servizio gaming non voluto. Investigando meglio si scopre che il management dietro Snackable vanta una lunga sequela di società similari che negli ultimi 4 anni sono state oggetto di cause giudiziarie, seguite da fallimenti e riaperture sotto nuovo nome.
Questo mio pezzo inusuale, vuole semplicemente mettere in guardia dai rischi che le nuove “piattaforme”, per quanto sms sia ormai ventennale, possono portare al consumatore finale. Purtroppo il mercato dei contenuti per telefonia mobile si è tagliato le gambe da solo attraverso meccanismi di acquisizione clienti poco chiare e offerte incentrate tutte sulle strategie di advertising piuttosto che sulla reale usufruizione del contenuto. C’è poco da meravigliarsi se l’attenzione ed i soldi stanno migrando da operatori e content provider verso i mobile app store dove vige un ecosistema sicuro dove si paga solo quello che realmente viene richiesto.
