Monetizzare le copie pirata?
26 January 2010
Uno dei grandi problemi nel mercato videoludico è la pirateria ed anche l’ecosistema App Store non è esente, tanto da ipotizzare perdite vicine ai 450 milioni di dollari nel 2009. Partendo dal presupposto che la pirateria è di difficile sconfitta (si è provato con iPhone 3Gs inserendo una protezione via hardware), i publishers stanno provando a capitalizzare il bacino di download proveniente da device jailbroken.
Durante il Midem di Cannes, Tapolous ha indicato la propria ricetta. Per chi non lo ricordasse, si tratta di un publisher di giochi musicali che hanno ottenuto uno strepitoso successo grazie al mix di original ip ed accordi con grandi major discografiche. Il loro ultimo prodotto, Tap Tap 3 Revenge è stato scaricato 2.5 milioni di volte delle quali 1 milione è pirata. Questo 40% di copie scaricate illegalmente (il gioco era prezzato 0.99 dollari) è stato oggetto di un volume di adv maggiore rispetto agli acquirenti legali. In secondo luogo, la struttura con in-app purchase ha favorito l’esborso di denaro da parte dei pirati che installata la midlet ed entrati nel vortice musicale han speso soldi reali per acquistare nuovi brani altrimenti non disponibili sul canale warez.
La mossa di Tapolous è interessante, molti publisher reagiscono alla pirateria disattivando le copie illegali dalla propria infrastruttura di rete e quindi impedendo update di versioni piuttoso che l’accesso allo shop. Così facendo invece si assicurano soldi extra da utenti che comunque non avrebbero generato nessun dollaro e magari così’ facendo stimoleranno la propensione alla legalità sui futuri prodotti.
