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I giochi digitali non erodono i core gamers

30 January 2010

Come tutti sappiamo, il 2009 non è stato un anno d’oro per il mondo dei giochi console/pc, anch’essi incappati nella crisi mondiale. Il mercato hardware e software  è stato messo a dura prova, tanto da provocare numerosi licenziamenti in seno ai grandi publishers che hanno cercato di reagire focalizzando le risorse sui franchise storici e tagliando brand e studios non produttivi. D’altro canto ho spesso parlato di come il 2009 sia stat0 l’anno di consacrazione per piattaforme digitali come App Store e Facebook.

Se a prima vista si potrebbe pensare ad una erosione del baino di “core gamers”, Doug Creutz della società di analisi Cowen Group afferma che i nuovi mercati digitali sono semplicemente adiacenti a quelli tradizionali non erodendo loro quote di business. La sua analisi si basa sul fatto che i core franchise (call of duty su tutti) hanno tenuto bene in questo periodo di crisi, il rallentamento del mercato console è dovuto esclusivamente ad un allenamento di spesa da parte dei giocatori meno hardcore, ma nel 2010 la tendenza tornerà positiva anche grazie alla riduzione di prezzo per PS3 e Xbox 360.

Concordo su alcuni aspetti di questa analisi, ovvero che l’abbassamento del prezzo hardware contribuirà a rendere più mainstream il gioco console, come avvenuto su Nintendo Wii negli ultimi 3 anni. Portare la console entro i 200 euro rimane la base per garantire la massificazione dell’esperienza, non è un caso se WII ha venduto circa il doppio di unità rispetto ai competitors.

Non concordo invece sulla non intersecabilità delle customer base. Se è vero che la sovrapposizione è minima, sicuramente la crescita del gaming digitale sta togliendo bacino potenziale alle console e PC in virtù delle sue basse barriere di ingresso, soprattutto dal punto di vista economico. Catene commerciali come 7/11 hanno dichiarato il raddoppio del loro fatturato nella vendita di carte prepagate per giochi online, commentando il dato con lo spostamento di somme di denaro dai giochi pacchettizzati a forme meno costose di MMO e social games.


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