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Nel 2012 sarà venduto il 1° v-goods da 1 milione

18 April 2010

Parlando di virtual goods in ambito social network si associa spesso un virtual item con il prezzo di 1 dollaro, standard avviato da Facebook prezzando a tale soglia il suo catalogo di virtual gifts. Ovviamente questo non incarna la galassia di giochi online dove stiamo assistendo ad una galoppata dei prezzi.

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Il grafico, preso dall’ultimo whitepaper di Viximo, mostra come la tendenza sia nata nel 2004 quando nel gioco massive multiplayer online Entropia si assistette all’acquisto dell’isola Amethera Treasure per 26.500 dollari.

Nel 2005 si segnò il record di 100k dollari spesi per l’Asteroid Space Resort sempre in Entropia. Nel Dicembre 2009, per 330k dollari (3.3 milioni di PED) è stata venduto il Crystal Palace Space Station, attuale primatista mondiale.

La previsione di Viximo è che nel 2012 assisteremo all’investimento di 1 milione di dollari per l’acquisto di un singolo virtual goods. Questo potrebbe realmente accadere, tenendo in considerazione un fattore. In giochi come Entropia (pubblicato dagli svedesi di MindArk)  la virtual currency PED è scambiabile in ogni momento con la propria moneta reale di riferimento a dei tassi fissati dal gioco. Gli investimenti virtuali spesso hanno un ritono reale come nel caso dell’Asteroid Space Resort in quanto il titolare ha poi tassato gli altri utenti in transito per quel pianeta così come ha venduto soggiorni e case recuperando i 330k investiti ed anzi entrando in break even.

Di sicuro questo segmento dei “rich virtual goods” sta crescendo al ritmo del 200% e potrebbe rappresentare un interessante mercato di nicchia. Creare applicazioni e virtual goods destinati ad un pubblico di ricchissimi desiderosi di distinguersi anche nella vita virtuale potrebbe diventare la “next big think” incoraggiato da quanto sta avvenendo già in mondi generalisti come Entropia e Second Life. Immaginiamo un mondo virtuale, sia esso online piuttosto che hostato su Facebook, dove nel marketplace si trovino riproduzioni, magari brandizzate, delle vetture più costose al mondo, le ville più belle, diamanti e tutto quello che è l’industria del lusso. Le case produttrici troverebbero un luogo dove far conoscere worldwide la loro produzione e sperimentare in anteprima i gusti ed i ricchi potrebbero distinguersi e personalizzarsi in anteprima con l’ultimo oggetto di grido in attesa di averlo anche fisicamente tra le mani.


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