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Games (R)Evolution

25 April 2010

La scorsa settimana Sebastien De Halleux, co-founder di Playfish ed ora VP BD in EAi, ha tenuto un interessante speech nell’ambito dell’Inside Social Apps Event. Da ieri questa presentazione è gratuitamente consultabile su Linkedin e porta con se alcune slides di notevole interesse.

Si parte con quattro pilastri sui quali si regge il paradigma della “games revolution”, brillantemente riassunti:

1. I giochi passano da fisici a digitali

2. I giochi non più visti come prodotti ma come servizi

3. L’esperienza di gioco passa da tendenzialmente solitaria a imprescindibilmente sociale

4. Il biz modell passa dal concetto di upfront al freemium

Lo spostamento dell’asse da console come PS3 a piattaforme online e social contibuisce all’abbattimento di barriere di ingresso ampliando notevolmente il bacino potenziale di utenza. Non si deve dimenticare che negli ultimi 15 anni INTERNET è passata da 16 milioni a 1.8 miliardi di utenti così come gli online video erano un mercato inesistente 3 anni fa ed ora sono 150 milioni nella sola America grazie a piattaforme come Youtube. Parimenti gli utenti di social games non esistevano fino al 2007 ed ora sono 200 milioni in crescita.

1L’immagine mostra come sia possibile creare dei franchise videoludici da 1 miliardo di dollari di fatturato. A sinistra si citano due casi:  Grand Theft Auto che ha venduto 15 milioni di packing a 60 dollari cadauno e World of Warcraft con i suoi 12 milioni di abbonati a 12 dollari mensili. A destra quello che potrà accadere in ambito social network. Avremo nell’immediato futuro giochi con 100 o 200 milioni di utenti attivi mensili ad un ARPU di 0.40 o 0.80 dollari, il che significa 1 miliardo di dollari in fatturato.


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