Distributore automatico di videogames
1 July 2010
Già 20 anni fa vi era un negozio nella mia piccola città che praticava l’affitto dei videogiochi ed anche dell’intera console (generaione 8 bit), ricorsi spesso a questo sistema per evitare fregature nell’acquisto dei giochi che poi non mi sarebbero piaciuti. I tempi erano diversi, website videoludici non esistevano ed anche le riviste di videogiochi non godevano di grande popolarità, e mi ricordo le decine di migliaia di euro buttate dietro a titoli dal packing accattivante ma dal gameplay orribile.
Con la massificazione dei videogiochi, il rental di giochi console e PC è rimasto molto in ombra. Ora Redbox prova a portare una evoluzione nel settore attraverso l’apertura di 150 chioschi automatici dai quali sarà possibile nolleggiare a 2 dollari l’agnognato gioco per una notte. Questo trial, disponibile in USA, mira a colpire quell’enorme fetta di mercato rappresentata dai giochi usati/affittati che vale circa 10 miliardi di dollari, basti pensare che la sola Gamestop ha fatturato nel 2009 ben 200 milioni di dollari grazie alla compravendita dell’usato.
Al momento, stando alle news reperibili in rete, sembrerebbe che Redbox stia offrendo pochissimi titoli per piattaforma, penalizzando soprattutto il Nintendo Wii nonostante sia la console più venduta al mondo. Andando oltre questo problema, sicuramente risolvibile in una seconda fase, mi interessa soffermarmi sulla redditività potenziale di questa iniziativa.
Il mercato dei distributori automatici di DVD è sotto gli occhi di tutti. Solitamente con 1.50 si nolleggia un film per la serata (saldo defalcato dalla propria tesserina magnetica). Ovviamente il ciclo vitale di un film si estingue in un paio di ore mentre per un videogioco (ammettendo una esperienza continuativa) si veleggia sulle 10 ore di media per un adventure/action.
Considerando il pricing a notte di 2 dollari credo che ciascun utente potrebbe generare un ARPU nettamente maggiore intorno ai 6 dollari per portarlo a termine. Il costo mi sembra ragionevole, in special modo per quei giochi che traggono poca linfa dall’esperiena connected e multiplayer.
Il dubbio è sulla sostenibilità futura di questo business model, laddove quasi tutti i publishers abbracceranno “episodic content”, dlc, extra pack, esperienze multiplayer sempre più immersive senza considerare l’avanzata di sistemi come Onlive e Gaikai che renderanno 100% cloud l’esperienza.
Sono curioso di capire che risultati darà questo test. Di positivo vi è un basso rischio di impresa essendo RedBox già leader nel settore DVD e questo significa migliaia di chioschi sparsi per gli USA. Di concorrenza in ambito automatico non penso ve ne sia molta e per giunta sappiamo come in periodi di austerità la gente sia sempre più incentivata a trovare forme di risparmio (giochi usati, online free to play…) I nuovi costi vivi arrivano dall’acquisto di videogiochi da inserire nelle macchinette e la campagna pubblicitaria a supporto, tutto sommato modesti per una grande corporation.

