Gamestop acquisisce Kongregate
30 July 2010
Gamestop la conosciamo tutti, è la catena leader mondiale nella vendita di videogiochi forte di oltre 6000 negozi che continuano a crescere al ritmo di 400 nuove aperture ogni anno. Al pari Kongregate è un portale web molto frequentato, 10 milioni di utenti mensili, dagli online gamers grazie alle migliaia di flash games disponibili.
Ebbene, Gamestop ha acquisito Kongregate per una cifra non conosciuta. Lo scopo è quella di creare una piattaforma di distribuzione digitale, consapevole della progressiva smaterializzazione dell’industria videoludica sempre più incline al gioco digitale piuttosto che a quello pacchetizzato.
L’azienda americana Gamestop aveva già fatto una prima mossa più di un anno fa acquisendo Jolt, autore di un free to play denominato Legend of Zork. Lo scopo ultimo è evitare il destino di catene “fisiche” come BlockBuster che ormai sono a rischio chiusura per non aver saputo cogliere il cambio di mentalità della propria utenza sempre più propensa a scaricare o visionare in streaming i propri film piuttosto che recarsi nel punto vendita per nolleggiare o acquistare un DVD.
Essere un leader sia in campo fisico che digitale apre le porte a forme di co-marketing e co-distribuzione estremamente interessanti, già intraviste per Legend of Zork. E’ logico aspettarsi continui rimandi verso il portale Kongregate attraverso incentivi che aiutino la migrazione dei 500 milioni di visitatori della catena Gamestop verso l’universo dei giochi online. A questo proposito sarà interessante capire la reazione dei publishers tradizionali, come accoglieranno il progressivo spostamento dell’asse di uno dei loro principali retail verso nuovi biz model?
Un discorso a parte andrebbe fatto sulla reale prospettiva di questa operazione nell’ambito dei trend attuali del digital gaming. Negli ultimi 3 anni, grazie all’avvento di Ecosistemi Aperti come Facebook per l’online ed App Store per il mobile, è nato un mercato libero di distribuzione. Lo sviluppatore diventa anche publisher del proprio gioco bypassando intermediari come potevano essere Kongregate piuttosto che Vodafone. Non solo velocizzazione delle procedure e dialogo diretto con la customer base, ma anche e soprattutto questioni economiche. Pubblicare un gioco su Facebook attualmente rende il 100% del fatturato (nel futuro prossimo qualora i Facebook Credits divenissero obbligatori si passerebbe al 70%), pubblicare su App Store rende il 70% mentre affidare il proprio gioco a Kongregate dal 25 al 50% in base a tre voci. Un gioco pubblicato su vari portali online si vede riconoscere il 25%, un gioco esclusivo il 40% ed un gioco che include le API Kongregate può arrivare al 50%. Lo schema sottostante, ripreso da Gamerbrief, illustra un esempio concreto basato su un gioco non esclusivo e senza API integrate, ovvero l’ipotesi standard.
Un milione di giocatori mensili, numero di tutto rispetto, porterebbe nelle casse dello sviluppatore circa 2000 euro al mese all’interno di uno schema di revenue basate su advertising.

