Miniclip lancia la divisione mobile gaming
1 September 2010
Miniclip.com è uno dei portali storici per il casual gaming con oltre 17 milioni di utenti che vi si recano per godersi centinaia di giochi semplici ed immediati. Ora i due fondatori hanno deciso di sfruttare l’enorme libreria a loro disposizione per rilasciare versioni per App Store e Android Market sotto la guida di Antonio Sergio Varanda. La decisione arriva dopo un primo periodo di testing che ha visto il fruttuoso lancio di Fragger, Monster Trucks, Disc Pool and Monkey Kick, generando oltre 1.9 milioni di download a pagamento. Gran parte di questi scaricamenti sono stati generati da Fragger che raggiunse la 3° posizione assoluta sull’ App Store americano. Prossimamente saranno rilasciati Fragger HD, Fragger 2, Ping-Pong!, e Candy & Clyde per iPhone e iPad.
Questa mossa pone due ragionamenti. I publisher online stanno ormai riconoscendo l’importanza che il mercato mobile può rivestire nel raggiungimento di nuove revenue streaming e nell’esposizione del brand. Durante il primo anno di testing, Miniclip ha portato a casa oltre 2 milioni di dollari adattando su mobile titoli già presenti in catalogo e di conseguenza senza grandi investimenti alle spalle. D’altro lato il rilascio di numerose apps, sia paid che free, ha portato un enorme esposizione per il brand Miniclip verso una platea di utenza a cui il portale web risultava sconosciuto ed in generale verso una customer base che probabilmente utilizza esclusivamente il telefonino per collegarsi e giocare. Tra le case history interessanti l’applicazione gratuita Monkey Kick in grado di generare 1.7 milioni di downloads.
L’altra considerazione riguarda le piattaforme prescelte, ovvero iphone e secondariamente Android. Ormai è chiaro il predominio Apple, l’unica in grado di generare volumi importanti di downloads a patto di riuscire ad emergere dal marasma delle centinaia di migliaia di apps presenti. Android invece rappresenta la speranza futura, la base installata cresce a ritmo veloce sebbene l’adozione delle apps sia meno agevolata a causa di un sistema di pagamento non intuitivo come itunes e da una piattaforma di discovery meno sofisticata.
