Colpi finali al mercato PC retail
16 November 2010
Chiunque si rechi in un punto vendita specializzato o di generi di consumo noterà l’assenza totale (o parziale) dei giochi per PC. Questo è il frutto di un trend iniziato negli anni 90 (le ragioni sono varie e complesse), una progressiva scomparsa dal mercato mass market ed uno status via via più di nicchia che ha spinto le catene commerciali ad assottiggliare sempre più l’inventario e lo spazio.. In termini puramente commerciali è molto più semplice vendere un gioco console che uno PC, perchè quest’ ultimo necessita di maggiori spiegazioni ed assistenza che sempre meno volentieri il retail è in grado di offrire per mancanza di personale o sua incompetenza. Il tasso di ritorno in negozio di utenti che non riuscivano a installare il gioco, add on, patch o che lamentavano bugs o ancora mancanza di requisiti hardware necessari era altissimo ed il risultato finale è stato lo spostamento dalla vendita retail al digital delivery attraverso piattaforme come Steam in grado di generare circa l’80% dei download PC mondiali (fonti ufficiose).
A fronte di questo scenario suona particolare il boicottaggio che alcune catene commerciali britanniche intendono iniziare nei confronti di quei publishers che si appoggiano a Steam per la commercializzazione di produzioni PC. Un articolo di sintesi lo ha pubblicato il magazine MVC, viene chiaramente affermato che i negozianti vogliono creare una piattaforma interna per non vedersi sfuggire totalmente di mano questo business a favore della piattaforma made in USA.
I problemi non vengono mai soli, le catene retailer dovranno a breve fare i conti anche con “ on-demand streaming video games” (VSGoD)”, già una realtà in USA grazie al servizio OnLive. Un recente report rilasciato da Screen Digest indica che nel lungo periodo i giochi high end deliverati via streaming su ogni tipologia di PC potrebbero cambiare le abitudini dei giocatori, allorchè si raggiunga una velocità di delivery e qualità degna di nota. Il mercato potenziale per questo settore si assesterà sui 332 milioni di dollari nel 2014, di cui circa 79 arriveranno dall’Europa Occidentale dove OnLive sta siglando importanti partnership con importanti telecoms e fornitori di accesso a banda larga.
Personalmente prevedo che nel giro di 5 anni non vedremo più giochi PC “fisici” (EA ha già smesso la produzione di alcuni suoi famosi franchise trasferendoli online) e tutto questo clamore è solo l’antipasto della futura guerra sul mercato console della nuova generazione prevista verso il 2013/2014. Sappiamo quanto sia cresciuto il mercato videoludico negli ultimi anni e quanta importanza rivesta questa voce nel bilancio di numerose aziende specializzate (Gamestop) e di elettronica di consumo (MediaWorld). Il rischio è che progressivamente le catene vedano evaporare i propri margini a causa di servizi come OnLive eo piattaforme dei console maker (XBLA, Playstation Store, WiiWare).
La battaglia è aperta!
