Archivio ‘Sistemi di pagamento’
Visa lancia PayClick per le microtransazioni
30 June 2010
Paypal è riuscito a guadagnarsi negli ultimi anni un ruolo di protagonista nell’affollato mondo dei sistemi di pagamento online. Anche grazie al massiccio supporto di Ebay (azienda proprietaria) , Paypal è diventata leader mondiale spiazzando di fatto le tradizionali ditte impegnate nel mercato delle carte di credito.
Un paio di mesi fa è arrivata la risposta di Mastercard, ora è il turno di Visa che ha ufficializato il nuovo servizio PayClick. Studiato appositamente per supportare le microtransazioni, consente ai giovani e le loro famiglie di creare un account, collegarlo alla carta di credito Visa o a un conto bancario, e poi utilizzarlo per il pagamento online esattamente come avviene con Paypal.
Se lato utente le somiglianze sono molte, a cambiare rispetto al campetitor è il business model. Laddove Paypal trattiene una percentuale sul transato (nei mesi scorsi ha modificato le regole per agevolare le microntransazioni, optando per un prelievo una tantum invece che su ogni transazione), PayClick rimane totalmente gratuita per l’utente che acquista qualcosa. A pagare sarà il seller a cui verrà chiesto un “competitive fee” (non conosco l’importo) per poter implementare questa opzione di pagamento. Al momento lo hanno già adottato un paio di players molto noti come iTunes ed il virtual world Habbo Hotel.
Concludendo sottolineando la presenza di un parental control che consente ai genitori di creare un account per il figlio e decidere un limite di spesa senza che il pargolo possa in alcun modo inserire nuovi fondi.
Ottimizzare le Offers nel vostro gioco
10 June 2010
Nel post precedente mi sono dilungato su SponsorPay, una delle numerose società che forniscono il frame contenente Offerte a cui l’utente può partecipare ottenendo in cambio crediti virtuali per il gioco favorito ed ovviamente lo sviluppatore ne ricava moneta sonante. Sebbene sia preferibile stimolare maggiormente i pagamenti diretti (carta di credito, sms, paypal) in numerosi territori le Offerte rappresentano una consistente forma di revenue (10/30% del fatturato) per le aziende e quindi sono necessari alcuni accorgimenti per ottimizzare questa revenue stream:
PERSONALIZZAZIONE
Una prassi diffusa è quella di copiare e incollare il frame offerto dal service di turno. E’ fondamentale personalizzare il look and feel adattandolo al design della nostra applicazione. Ancora più efficace è la personalizzazione del posizionamento delle offerte in base al proprio target demografico e Nazione, questo è possibile modificando XML fornito dal provider. Questi piccoli accorgimenti spesso incidono positivamente del 100/200%.
OFFERTE A TARGET
In base all’user behaviour è possibile inserire in determinati momenti del gioco dei POP UP che invitano l’utente ad utilizzare una particolare offerta. Questo spesso produce un incremento fino a x3.
Event based promotions
Sincronizzare promozioni virtuali con eventi reali performa bene. Giornate particolari come Natale, Pasqua, San Valentino, Festa della Mamma devono essere sfruttate per incentivare gli utenti magari rilasciando virtual items tematizzati che inducono il giocatore a cliccare su relative offerte.
In-game Promotions
Oltre a promozioni basate su virtual goods, è possibile incentivare l’acquisto di moneta virtuale offrendo per brevi spezzoni il doppio della virtual currency in cambio del click su una offerta o altro sistema di pagamento.
Sponsorpay: la monetizzazione europea
10 June 2010
Il mondo dell’ “adv offers” in ambito digitale è cresciuto enormemente negli ultimi 2 anni dando vita a fiorenti start up ormai note agli addetti al settore come strumenti di ulteriore monetizzazione all’interno di economie virtuali. Se Offerpal e Super Reward arrivano dall’America, non meno rampanti sono le aziende europee capeggiate dalla tedesca SponsorPay. L’azienda con sede a Berlino si è da subito focalizzata sul traffico generato in europa all’interno di giochi web e social creando una rete di inserzionisti mirata anche in virtù dell’acquisizione del rivale, sempre tedesco, Gratispay.
Ad oggi troviamo in portfolio società online come GameForge, BigPoint, Innogames, Frogster e publishers Facebook come 6Waves. Per ampliare il portfolio di sviluppatori e advertisers è arrivato un primo round di finanziamenti per un valore di 3.8 milioni di euro. L’obiettivo è aumentare l’attuale bacino di 130 milioni di utenti attivi sparsi in 30 nazioni (Italia sembrerebbe esser nella Top 5 del traffico generato) ed estendere ilventaglio di Offerte pubblicitarie, ad oggi circa 1000 da 600 partner.
Dal sito ufficiale è possibile ricavare anche alcune statistiche relative all’usage della piattaforma e relative revenues per i publishers che la implementano nell’area Pagamenti.
L’esempio si basa su un gioco (online, social, virtual world…) con 1 milione di utenti attivi giornalieri. Un range variabile dallo 0.1 al 10% entra nella pagina delle Offerte, questa variabilità dipende dalla tipologia di gioco, posizionamento dell’iframe con le offerte, target utenza e Paese. Ipotiziamo una media del 3% degli utenti, questo comporta circa 30k accessi giornalieri alla pagina delle Offerte. SponsorPay dichiara un eCPM (costo effettivo per mille visualizzazioni) dai 40 agli 800 dollari, nel nostro esempio basiamoci su un tasso di 250 dollari. Il totale giornaliero per il publisher è di 7500 dollari al giorno, ovvero 225.000 dollari al mese!
Personalmente non ho mai avuto occasione di implementare le Offerte Sponsorpay appoggiandomi solitamente a Super Reward, il vantaggio per una azienda nostrana dovrebbe consistere nell’avere offerte 100% targetizzate sul mercato italiano e più in generale europeo. Ricordo che il sistema Offer Based andrebbe sempre abbinato a meccaniche di monetizzazione diretta via cellulare, carta di credito e Paypal così da offrire la più ampia scelta possibile all’utente.
La smaterializzazione del denaro
27 May 2010
Da quando la civiltà umana ha preso carattere di stanzialità dedicandosi ad attività come pastorizia, agricoltura e commercio, l’economia si è sempre basata su transazioni tangibili dove era fisicamente presente una moneta, una merce da scambiare piuttosto che un pezzo di carta a forma di garanzia. Il 20° secolo si contraddistinguerà, tra l’altro, per la progressiva disarticolazione e smaterializzazione del sistema economico fatto di banconote e monete. Tutto questo, inevitabilmente, avrà delle ripercussioni sul mondo del gaming digitale come periodicamente vi racconto citando nuove forme di game payments.
I paesi nordici, anglosassoni e soprattutto gli USA (in alcune delle sue fasce sociali) hanno già ampiamente svoltato verso la carta di credito. Acquisti costosi così come un pacchetto di caramelle al negozio sotto casa vengono transati utilizzando circuiti Visa, Mastercard, American Express e tanti ancora. Non tutto il mondo è paese, ad esempio in Asia al sistema carte di credito si è preferito utilizzare il telefonino come strumento per pagare bollette e shopping addebitando il conto direttamente sulla fattura telefonica. In altri paesi ancora, come l’Italia, abbiamo assistito ad una forte diffidenza verso l’ingresso di carte di credito postpagate superata solo negli ultimi 2/3 dall’avvento di carte prepagate come PostePay. Non c’è da stupirsi, siamo anche la nazione col più alto tasso di SIMCARD ricaricabili con una bassissima incidenza dei contratti telefonici rispetto alla media europea.
L’avvento delle carte di credito negli anni 90 ha portato cambiamenti importanti nella vita quotidiana dei cittadini. Progressivamente stiamo assistendo all’abbandono dello strumento assegni e si gira con sempre meno soldi cash in tasca, il tutto favorito dal progressivo abbassamento dei costi di gestione delle carte di credito e dall’installazione di POS nei punti vendita. Il contante non rappresenta uno status symbol, difficilmente portando in tasca una mazzetta di banconote da 500 euro potremo ostentare di fronte agli altri, mentre le carte di credito giocano anche su questo fattore. Si pensi ai livelli delle carte da standard a gold fino alla famigerata Platinum.
Come tutti noi giocatori italiani sappiamo, difficilmente utilizziamo una carta di credito postpagata per effettuare pagamenti di piccolo taglio come quelli richiesti su Facebook, MMO o su Xbox Live. Parimenti esistono numerose situazioni nella vita reale dove ci sentiamo obbligati ad usare il cash: cena con gli amici con relativa divisione del conto, partita di calcetto, negozi che accettano solo contanti come ad esempio i fornai e gli esempi potrebbero essere migliaia.
Se gli anni 90 hanno segnato l’avvento delle carte di credito, questa prima decade del nuovo secolo ha segnato una sola grande innovazione tra i sistemi di pagamento, Paypal. Ho spesso parlato della società posseduta da Ebay come una delle fonti primarie nel mercato delle microntransazioni gaming tanto da rappresentare il 50% di tutti i pagamenti in giochi come Farmville. Paypal è stata veloce nel cogliere le nuove tendenze ed ha continuativamente supportato la sua piattaforma aprendola a terze parti mediante un set di API che consente ad ogni “venditore” di implementare facilmente questo sistema di pagamento nel suo portale internet ed anche mobile. Capendo, inoltre, la crescita impetuosa dei micropagamenti ha recentemente introdotto nuove tariffe volte ad agevolare aziende come Zynga (secondo merchant per Paypal nel 2009 in USA) che effettuano milioni di transazioni da 1 dollaro.
A fronte di questo quasi monopolio di fatto, solo ora arrivano le prime risposte da parte dei “competitors”. Mastercard ha annunciato lo scoso Giovedì l’apertura della propria piattaforma per consentire a sviluppatori online e mobile di utilizzare il circuito per far pagare i propri utenti. Il nodo centrale è nella possibilità di customizzare e velocizzare le procedure che al momento sono alquanto complicate. Per implementare Mastercard come sistema di pagamento bisogna attualmente siglare un complesso accordo con l’azienda americana, implementare l’infrastruttura e chiedere ad ogni pagamento i dettagli dell’utente. L’accesso alle API (cosa che dal 2009 è possibile con Paypal) consentirà massima libertà agli sviluppatori che potranno utilizzare facilmente il sistema anche su nuove piattaforme come iphone, facebook e twitter in abbinamento ad un e-commerce o modelli virtual goods.
Promettendomi di citare alcune apps mobile e web (interne e di terze parti) che stanno facendo un buon uso di questa rivoluzione monetaria, chiudo il post riportando un quote dal sito MilanoFinanza
”Le vendite degli smartphone hanno superato i 172,4 mln di unita’ nel 2009 e si stima che i consumatori a livello globale spenderanno 119 mld usd entro il 2015 attraverso i propri telefoni cellulari. Le transazioni su PayPal Mobile nello stesso periodo sono aumentate di 6 volte, passando da 24 mln usd nel 2008 a 140 mln nel 2009.”
Prepaid Game Card a $495m nel 2014
12 May 2010
Super Data Research ha immesso sul mercato il primo report in assoluto focalizzato al 100% sul fiorente mercato delle carte prepagate per giochi online. Secondo la pubblicazione, in vendita a 1200 dollari, il fatturato di questa industria raggiungerà i 495 milioni di dollari nel 2014.
Questo è sostanzialmente un mercato americano, ed in piccola parte inglese, per il momento. Soprattutto in USA vi sono stati due fattori che hanno contribuito alla crescita del 48% nel 2009:
1. La legge “Credit Card Act” ha innalzato a 21 anni l’età minima per accedere ad una carta di credito. Sappiamo che nelle piattaforme online sia essa Facebook piuttosto che Playstation Store o virtual worlds il principale sistema di pagamento è rappresentato proprio dalle carte di credito, ragion per cui la fettà dei 18-21enni ha dirottato il proprio budget su queste Prepaid Game Card.
2. Le carte prepagate hanno fatto il loro debutto all’interno di farmacie, supermercati ed altri stores non destinati all’elettronica o al gaming.
Sicuramente col crescere del gaming digitale in Europa, assisteremo alla fioritura di questo nuovo segmento sempre più stimolato dal fenomeno delle gift card che sono ormai un business da 100 miliardi di dollari. Basti pensare alle carte regalo mediaworld, alle itunes card e quella miriade di carte presenti vicino alle casse in alcuni negozi di elettronica per capire come l’evoluzione dei pagamenti sia ormai in atto.
Offerpal lancia GamePoints.com
6 May 2010
L’arrivo dei Facebook Credits nel corso dell’Estate rivoluzionerà l’economia virtuale alla base dei social games su Facebook rendendo marginali numerose aziende coinvolte a vario titolo nei processi di monetizzazione. Offerpal è sicuramente tra le aziende più attive nel settore e la sua risposta è arrivata due giorni fa col nome di GamePoints.com.
L’idea di fondo è quella di creare una moneta universale valida su una platea di giochi, partendo dal presupposto che in media ogni giocatore è attivo su 4-5 giochi online/social. Un unica soluzione consente di non disperdere tempo ed energia nel gestire vari account ed al contempo previene il rischio di una svalutazione del mio patrimonio in un singolo gioco laddove smettessi di giocarci.
Recandosi su Gamepoints.com è possibile Acquistare i crediti con 14 differenti sistemi di pagamento diretto (carte di credito, carte prepagate, sms etc etc) oppure sfruttare la fornita sezione “EARN” che altro non è che una versione migliorata delle ad offers tipiche del mondo Facebook dove un utente viene invitato a partecipare ad una azione (sondaggio, aderire ad una offerta, fare acquisti su un sito consigliato etc etc). Una volta acquistati/guadagnati, questi crediti sono immediatamente riscattabili all’interno di numerosi giochi, tra gli altri hanno già aderito Zynga, Playdom, Digital Chocolate and more.
Vorrei soffermarmi su alcune novità introdotte sui sistemi di acquisizione dei Game Points. Compiendo le azioni sotto riportate è possibile ottenere moneta di gioco.
1. Abbondandosi a riviste si ottengono crediti virtuali: Cosmopolitan, People, Men’s Health. Per ora sono le edizioni americane, cmq già godibili da un pubblico straniero visto il brand di richiamo.
2. In partnership con Fandango ed iTunes, è possibile scaricare brani digitali e acquistare biglietti per il cinema.
3. Sarà possibile dar via oggetti usati come pc, cellulari ed in generale hi tech attraverso Gazelle.
4. Lo sviluppatore riceve tra il 2 ed il 30% del prezzo di vendita per ogni prodotto acquistato dai suoi utenti presso grandi catene americane come Snapfish, Eastern Mountain Sports, Gap, Overstock ed altre ancora
Questi esempi mostrano chiaramente il futuro verso il quale ci stiamo muovendo, un vero e proprio bazar che cerca ad ogni modo di coinvolgere l’utente in qualche azioni di pagamento, diretta o indiretta. Meno frizioni ci saranno e maggiore sarà il tasso di conversione nei giochi freemium.
Il futuro dei Facebook Credits
22 April 2010
Nella giornata di ieri si è tenuto F8, evento ufficiale dove Facebook ha svelato le sue prossime strategie alcune delle quali con un impatto diretto sull’industria videoludica. Prima di entrare nel dettaglio delle novità, è interessante notare come la responsabile del programma F.C. (Facebook Credits) abbia utilizzato la categoria GAMES come target preferito. Intanto ha rivelato che ci sono circa 10.000 games application che vengono giocati da circa 200 milioni di utenti su base mensile. In media ogni utente prova 4 giochi al mese per un totale di 800milioni di sessioni di gioco.
Come già sapete, da alcuni mesi è in fase di beta testing il servizio Facebook Credits che consente a un centinaio di giochi di utilizzare i Credits come moneta virtuale all’interno del gioco retrocedendo a Facebook il 30% del fatturato. Questa virtual currency permette all’utente di pagare la transazione via paypal, carta di credito, sms (in partnership con Boku) e via offers (in partnership con trialpay e peanuts labs).
Il servizio diventerà commerciale ed aperto a tutti a partire dal prossimo Giugno, nel frattempo gli sviluppatori interessati potranno inviare una mail a credits-onboarding@facebook.com per chiedere di aderire alla fase sperimentale. Questa infrastruttura di monetizzazione porta con se alcuni indubbi vantaggi:
1. Si standardizzerà un’unica moneta all’interno di Facebook e dei siti connessi via Facebook Connect. Avendo in tasca i Credits potremo comprare un arma in un gioco, un trattore in un’altro senza dover ogni volta districarci tra pagamenti e crediti residui
2. Facebook è riconosciuto come un brand sicuro e questo incentiverà le transazioni. Si passerà dal misero 1/3% di utenti che transano ad una soglia compresa tra 8 e 20%.
3. Saranno limitate le frodi, Facebook potrà osservare i comportamenti di un utente tra varie applicazioni e prevenire comportamenti scorretti
4. App2User Credits: Questo meccanismo consentirà a catene e società che utilizzano programmi/tessere premio e fedeltà di convertire i loro punti in Facebook Credits immettendo in circolo nuova moneta spendibile. Immaginiamo di aver fatto la raccolta punti 2009 della Coop. Tra i premi selezionabili ci saranno per esempio 100 Facebook Credits!
5. Facebook incentiverà l’acquisto dei Credits offrendo particolari promozione ed inviando gratuitamente, in futuro, una prima manciata di Credits così da educare ed incentivare gli users alle prime transazioni. Le stats dimostrano che effettuato il primo pagamento, poi si è maggiormente propensi a ripetere l’acquisto nell’ordine del 40/60%.
La sfida si gioca tutta sul tasso di conversione migliore rispetto alle infrastrutture attuali fornite da aziende come Offerpal e Super Reward. Se i risultati saranno quelli proclamati da Facebook (da un x3 ad un x7) rispetto allo status quo sarà una vittoria per tutti e si creerà un bacino economico spaventoso per questa tipologia di giochi. Fatto sta che nell’immediato, il passaggio ai Facebook Credits potrà rivelarsi un bagno di sangue per quelle aziende che hanno già creato una forte economia. Immaginiamoci Farmville, Zynga ora lascerà un 5% ai suoi fornitori di sistemi di monetizzazione mentre i un prossimo futuro potrebbe lasciare il 30% del suo fatturato. Ricordo ancora che, attualmente, non vi è alcun obbligo nell’implementare i Facebook Credits per cui assisteremo ad aziende che lo utilizzeranno in via esclusiva, altre che manterranno l’attuale infrastruttura aggiungendovi queesta ulteriore opzione ed altre che potrebbero non implementarli mai.
Facebook Credits: aggiunte le Offers
17 April 2010
Continua la fase di messa a punto per l’infrastruttura di virtual currenci proprietaria di Facebook. I Credits espandono le opzioni offerte agli utenti, dando la possibilità di acquistarli non solo tramite carta di credito, paypal, sms ma anche via “Offers”. Di queste Offerte ne ho spesso parlato in abbinamento a società come Peanuts Labs e Trialpay, adesso prescelte dal social network per una prima fase di sperimentazione.
Al momento il test è ristretto a tre social gaming publishers: RockYou, Playdom e Crownstar. Questa mossa mette in seria difficoltà le numerose starts ups basate sulla fornitura di sistemi di monetizzazione in ambito web e social, ormai i Facebook Credits risultano tecnologicamente uguali ma col vantaggio di aver dietro un brand in grado di catturare l’attenzione degli utenti.
Come dimostra l’immagine sottostante, le prime offerte inserite sono molto “conservative” per prevenire problemi di spam e frodi come capitato in passato con sottoscrizioni mobile ad esempio. Le offerte che vedo sono tutte “immediate” nel senso che si richiede di acquistare fiori, prenotare ristorante o completare un sondaggio per ricevere immediatamente in cambio un certo quantitativo di credits che vanno da 1 a 160 in questo momento.
Monetizzare i social games in Europa
23 March 2010
Molti miei interventi sui sistemi di monetizzazione in ambito social gaming hanno avuto ad oggetto publishers e società di pagamento basate principalmente in USA sia da un punto di vista fisico che di bacino utenza. Se è vero che gli USA sono i primi ”contribuenti” di Facebook con 180 milioni di utenti, l’Europa sta conoscendo una importante crescita, soprattutto se vi aggiungiumo anche la Turchia, avvicinandosi sempre più ai 100 milioni di utenti.
A fronte di un bacino così grande, che potrebbe essere targetizzato in maniera a se stante, vi sono diversità e complessità maggiori nel creare una soddisfacente economia virtuale. Sappiamo della nostra minore propensione ad utilizzare la carta di credito così come Paypal non è così diffuso come in USA. Se a difficoltà tecniche aggiungiamo anche una forma mentis molto più restia a pagare qualcosa di non tangibile, come i virtual goods, abbiamo una idea del perchè ancora poche start ups europee si siano lanciate nella fornitura di piattaforme di monetizzazione alla Offerpay, Playspan etc etc.
2010 Media Summit
19 March 2010
Lo scorso 10 ed 11 Marzo si è svolto a New York il 2010 Media Sumit, evento b2b dove hanno partecipato le principali aziende impegnate nel mercato dell’editoria, advertising, applicazioni. Sono emersi un paio di dati inediti ed estremamente interessanti legati alla crescita dell’economia virtuale in ambito social networks.
Paypal nel 2009 ha totalizzato il 50% delle microtransazioni su Faebook con Zynga che rappresenta il secondo venditore complessivo dietro alla stessa Ebay, proprietaria di Paypal. Questo dato è sorprendente considerata la natura di start up per Zynga che solo verso metà 2009 ha iniziato una crescita sbalorditiva fino agli attuali 200 milioni di utenti mensili. In generale si stima in 500 milioni di dollari il volume di transato tramite Paypal a cui, vi ricordo, bisogna sommare altri strumenti come carte di credito, advertising, pagamenti via cellulare e Offers per un presunto totale di 1.6 miliardi come stimato nel report di InsideVirtualGoods.
La previsione 2010 indica un fatturato per Paypal vicino ai 750 milioni di dollari nelle sole transazioni su applicazioni Facebook. Nei giorni scorsi scrissi delle nuove policy per le microtransazioni sotto i 10 dollari, volte a incentivarne l’utilizzo in ambito virtual goods.
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